Archive for the 'Libri' Category

Letture

Monday, November 5th, 2007
Finalmente hanno ristampato “Viaggio in Italia” di Guido Piovene. E finalmente me lo sono comprato. È stato scritto negli Anni ‘50 ma è ancora molto attuale. Ho cominciato il mio viaggio partendo dalle pagine del Triveneto e mi sono diretto verso la Lombardia. Mi ha colpito subito la descrizione fatta delle città, dei suoi abitanti e delle loro immutate qualità. I difetti e i problemi? Oggi, come 50 anni fa sono, gli stessi.

Ridotti in mutande

Wednesday, October 10th, 2007

La scorsa estate “Il Foglio” ha pubblicato una serie di articoli sulla concupiscenza. Il più bello è questo di Massimo Fini. Lo so, è un po’ lungo ma vi assicuro che merita.

L’obbligo biologico e sociale della copula, l’insensatezza della prostituzione e l’elogio della biancheria (guai a chiamarla ‘intimo’). 

La concupiscenza umana, di quella divina non so, è, come ha dato conto la serie del Foglio, praticamente illimitata. Può essere attizzata da qualsiasi cosa. Tranne che dalla fica. Questo essere inqualificabile, il viscido e infido insetto-foca che naviga a mezzo metro da terra. E’ brutta, laida, umidiccia, maleodorante, percorsa nei due sensi da deiezioni. Fa schifo. Non ha una forma definita, è un buco slabbrato, un vuoto, un’assenza. Se la donna non l’avesse sarebbe perfetta. Purtroppo (quasi sempre) ce l’ha. E’ un’aggravante, particolarmente nelle donne brutte: sei brutta e, per sopramercato, c’hai anche la fica. E pensare che credono di essere sedute sul loro tesoro. [CONTINUA nei commenti]

No sex in the city*

Thursday, March 29th, 2007

Mi spiegate perché il personaggio preferito delle donne che guardano “Sex in the city”, è la protagonista (quella che fa la scrittrice)? Perché nessuna si immedesima con la stangona bionda, quella che fa bere succo di ananas per addolcire lo sperma dei suoi partner, “el vacon” per capirci? O con una delle altre due, la “roscia” rompiballe e la mora perfettina? Mah?! Chi pol dirlo?!

*Il libro di Mauro Suttora

Ultimo acquisto

Monday, February 12th, 2007
“Forse un tentativo di pornografia cattolica, forse un romanzo-documento capace di fotografare una realtà oscena con il filtro dell’ironia e della malinconia, forse soltanto “purissima pornografia” come ha scritto Paolo Poli, “Scambio coppie con uso cucina” è considerato un piccolo classico della letteratura erotica italiana”. Non conosco la letteratura erotica. Ma poi, esiste la letteratura erotica? Si chiama così quella letteratura che, parola dopo parola, ti fa tirare il pisello? Devo approfondire il tema. Sulla letteratura erotica. Non sul farmi tirare il pisello. Comunque, non importa. Langone qualche anno fa ha scritto un romanzo erotico e questo fine settimana me lo sono comprato. Credo sia un ottimo autore per avvicinarsi al genere. Anzi, ne sono sicuro.

Le regine del terrore

Monday, February 5th, 2007

È il titolo del libro uscito venerdì. Le regine sono Angela e Luciana Giussani, due ragazze della Milano bene che nei primi anni Sessanta inventarono uno dei personaggi dei fumetti più amati dagli italiani: Diabolik. Il libro costa 13 euro ed è pubblicato dalle Edizioni BD.


Un delizioso viaggio alla scoperta di due delle figure più affascinanti della Milano del dopoguerra, le sorelle Giussani (Angela e Luciana), attraverso le loro battaglie civili, il loro impegno politico e, ovviamente, l’invenzione che le ha rese celebri: Diabolik. Attraverso le parole di chi le ha conosciute, frequentate ed amate, un racconto coinvolgente ed emozionante: uno spaccato dell’Italia del boom e degli anni che seguirono.
il blog dell’autore

Da non perdere…

Friday, December 22nd, 2006

…anzi, se qualcuno fosse così gentile da registrarmelo… (a quell’ora sarò in Autostrada, probabilmente in coda). Grazie.

A partire dal libro “I Nuovi Sentimenti“, curato da Marco Franzoso, a Otto e Mezzo, questa sera alle 20.30 su La7, si parla di libri e scrittori del Triveneto.

Il gusto di picchiare

Monday, December 18th, 2006

Cerco di colpire la punta del naso del mio avversario perché cerco di ficcargli l’osso nel cervello” (Mike Tyson). “Quando vedo il sangue divento un toro” (Marvin “The Marvellous” Hagler). “Quando sanguino io è un’altra cosa. Non mi dà fastidio perché non mi vedo” (Floyd Patterson). “Sono gli occhi. Sono vuoti, sgranati, e ti fissano di continuo. Sì, è quel suo sguardo vuoto che alla fine ti butta giù” (uno sparring partner di Joe Luis). “Fare in modo che l’orso sappia subito chi è che comanda” (Muhammad Ali). “Odio dirlo. Ma è vero. Mi piace molto di più quando si soffre”. (Frank “The Animal” Fletcher). “Il combattente incassa un colpo e risponde con tre” (Roberto “Mano di pietra” Duran). “Mi colpivano. A me non importava di essere colpito” (Jake La Motta). “Ho voluto fare della boxe ciò che Bruce Lee fece nelle arti marziali. Bruce era un artista e, come lui, io sono andato oltre lo sport. Vorrei che i miei combattimenti fossero visti come pezzi di teatro” (Sugar Ray Leonard). “Io sono il più grande, posso battere chiunque. Sono bello, sono giovane, sono veloce, sono forte. E nessuno mi può battere” (Muhammad Ali). “Se mi aprissero questa testa rasata ci troverebbero dentro un guantone da boxe. È tutto quello che sono. È la mia vita”. (Marvin “The Marvellous” Hagler). Combat, parole di pugili e di boxe e foto di Piero Pompili; bianco e nero e formato quadrotto per un libro che sarebbe un nonsense editoriale come un altro, se non fosse per l’ossessione dell’editor mondadoriano, Antonio Franchini, vero patito della nobile arte. Ossessione che ha intrappolato tanti altri scrittori e intellettuali, rimasti inchiodati con gli occhi della mente a questa sorta di scena primaria, l’accademia dei pugni. Una chiave di volta per capire gli uomini. Per poter più agevolmente rileggere il mondo come volontà di potenza senza più dover scomodare i filosofi, inadatti in quest’epoca in cui sembra più che normale picchiare un compagno Down, filmare uno stupro di branco, mettere sotto una scalcagnata supplente. “Lo spazio della boxe è uno spazio sacro che precede la civiltà o, per usare un’espressione di D.H. Lawrence, prima che Dio fosse amore”, ha scritto Joyce Carol Oates, una scrittrice che non è rimasta immune al fascino belluino di Mike Tyson. Perché certamente un giovane uomo che dice “cerco di colpire la punta del naso del mio avversario perché cerco di ficcargli l’osso nel cervello” è come se schiudesse gli occhi su un mondo in cui la violenza non è più neanche competizione. Per fare male E’ il gusto di menare, di usare i pugni. Per fare male. Senza chiedersi il perché, o forse per scoprirlo. Fa parte della natura umana? Fa parte della sua perversione? È uno spurgo dell’essere giovani? È la pura sintesi del mondo come violenza “prima che Dio fosse amore”, la vita come lato lugubre del nulla, senza ideologia, senza sociologia? “Fight Club” è un racconto di Chuck Palahniuk diventato film di culto a motivo della sua violenza estrema, senza logica apparente se non quella di distruggere e di autodistruggersi. Pietro Grossi nel suo lungo racconto “Pugni” ha scritto: “Là dentro c’era una logica. Là dentro nessuno poteva scappare, né te né gli altri, e sapevi contro chi combattevi… Sembra assurdo, ma finisce che vai in quel posto dove tutti menano le mani perché ti senti più sicuro”. La violenza è rassicurante, è l’unico modo di essere che abbia un senso e una coerenza. E del resto, in fondo, “fuori dal ring tutto è così noioso” (Mike Tyson).

Dal Foglio

Le donne sono cattive e ci porteranno alla rovina

Sunday, November 26th, 2006

…”Alcuni dei quindici scrittori hanno bambini piccoli e quindi donne meno cattive delle protagoniste dei racconti, ad altri le cose vanno comunque bene e tutti sono veneti perciò dediti allo spritz e all’amicizia letteraria e virile. (Oggi 2006 nessun’altra regione italiana potrebbe mettere in campo così tanti talenti così poco invidiosi l’uno dell’altro, capaci di fare gruppo senza fare setta o fazione. Sembrava morto per sempre con Comisso e invece eccolo risorto, il Veneto felice.)”…
(Camillo Langone, Il Foglio, sabato 25 novembre)

In libreria, “I nuovi sentimenti“, Marsilio Editore.    

..”Se scavavi un po’, scoprivi sempre le stesse cose: confusi desideri di cambiamento e vecchie ferite mai del tutto rimarginate”… 

…”Donne che infliggono desideri a se stesse e al prossimo, fontane di frustrazione e sterile dolore”…

“Il collezionista di città”

Monday, October 30th, 2006

 di Camillo Langone

“Il Veneto è più felice da quando hanno smesso di chiamarlo Nord-est. Non so chi sia stato il primo miserabile che ha venduto al mercato delle parole, e quindi delle cose, un’intera civiltà (la più alta civiltà pullulata in Italia negli ultimi quattro secoli) per ricavarne un’espressione geografica”.

“Il Veneto è felice perché policentrico, non tiranneggiato da una metropoli”.

“Il Veneto è felice perché in Veneto si beve tanto e si beve male. In Veneto non leggono gli articoli di Bruno Vespa, di Daniele Cernilli o di Luca Maroni, tre personaggi che hanno trasformato il sangue di Cristo in un’alternativa al golf. Bere poco e bere bene è un programma melanconico, da ricchi pensionati. Il Gambero Rosso è la bibbia dell’Italia sazia e disperata. Mentre in Italia esiste ancora una bella gioventù, e in Veneto esiste, questa beve spritz. Non importa che cosa ci sia dentro, importa che sia alcolico e che scenda giù in gran copia”.

Lo consiglio a tutti. Andate in libreria e compratelo.