Archive for February, 2008

Quanto Veneto a Cardiff

Thursday, February 28th, 2008



corriere_veneto, originally uploaded by marcodm.

Dal Corriere del Veneto del 23 Feb 2008.
Sempre protagonisti!
X Marco: mettilo sul sito. Io non ho la minima idea di come fare, sigh!

Ciao
Mario

***************************

Mario, forse volevi dire “sempre protagonista”. Il Bonvi ovviamente! Però nessuno di voi ha raccontato bene che casso è successo

Nuove regole

Tuesday, February 26th, 2008

La settimana scorsa ho visto un incontro di Super 14 e ho scoperto che lì stanno sperimentando alcune nuove regole che riguardano soprattutto i breakdown (placcaggi e dopoplaccaggi), la mischia e le rimesse. Il risultato? Azioni di gioco molto più lunghe e giocatori con la lingua di fuori. Però chiederei agli esperti di dare qualche chiarimento in più.

Vergogneve!!!

Monday, February 25th, 2008

Ci Dispiace!, originally uploaded by Brainless Angel.

 

Chi l’ha visto?

Monday, February 25th, 2008


DSCN2414, originally uploaded by marcodm.

Fioi, il Bonvi (quello a sinistra per chi non lo conoscesse) è tornato a casa o ’sta tirando su famiglia nella periferia di Cardiff?

SMS in diretta

Saturday, February 23rd, 2008


marmellotti 2007, originally uploaded by marcodm.

Arrivato da Angelo in questo momento:
“Non è possibile battere i Marmellotti nel prepartita e nemmeno nel terzo tempo. Al massimo puoi bere qualche birra in più…”

Pronti a partire

Thursday, February 21st, 2008

Coy Pose, originally uploaded by stripper_polaroids.

Siamo pronti a partire per il Galles? Io non vedo l’ora: sono carico come una molla. Ho anche oliato il mutandone in ghisa per la vecia del secondo pub dell’isola pedonale.
Prossima trasferta propongo il tre nazioni in Australia. Ma proprio nessuno vuole accompagnarmi ad Adelaide? Se vae da sol me toca sorbirme l’amiga che a rege el mocoeo par tuto el tempo. Ad ogni buon conto Vi allego una foto dell’amica.
Spero che qualche buon samaritano si voglia sacrificare per un cuore infranto.

Baci
Carl8

P.S. Non fate i bigotti: date un tocco Glam alla vostra esistenza Catto-Comunista
PP.SS Sto brevettando una nuova “pose” in grado di battere la temutissima blue-steel del Golo

News per JJ

Wednesday, February 20th, 2008

Sembra una barzelletta ma invece è tutto vero: domenica pomeriggio, di ritorno da Ancona, il nostro Koko è rimasto a piedi perché ha finito il gasolio della sua “gippona”. Quest’anno è già la seconda volta che succede.

Flashgordon

Wednesday, February 20th, 2008

Detto anche “Il Figlio del Vento”. A 15 anni era il terrore dei campi da Rugby, il più odiato dagli avversari e il più amato dal pubblico femminile. Ora dopo ben vent’anni di Tequila boom boom, Spritz e Negroni ha ripreso gli allenamenti per ritornare ad essere il migliore.
Oggi, 20 febbraio, compie gli anni. Auguri The King of the Impossible

Intervista a Zigo Gol

Friday, February 15th, 2008

Angelo mi segnala che la Gazzetta.it pubblica nella home page una intervista a Gianfranco Zigoni, giocatore di calcio di serie A degli anni ‘70 e idolo della curva dell’Hellas Verona, squadra nella quale ha militato per moltissimi anni. Su Youtube ho trovato due documentari stupendi. Zigo Gol, Zigo Gol. Dimenticavo: è opitergino.

Pier Paolo Pasolini e l’aborto

Friday, February 15th, 2008

Pierpaolo_Pasolini_2, originally uploaded by antarctica75.

Io sono per gli otto referendum del partito radicale, e sarei disposto a una campagna anche immediata in loro favore. Condivido col partito radicale l’ansia della ratificazione, l’ansia cioè del dar corpo formale a realtà esistenti: che è il primo principio della democrazia.
Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. Mi limito a dir questo, perché, a proposito dell’aborto, ho cose più urgenti da dire. Che la vita sia sacra è ovvio: è un principio più forte ancora che ogni principio della democrazia, ed è inutile ripeterlo.
La prima cosa che vorrei invece dire è questa: a proposito dell’aborto, è il primo, e l’unico, caso in cui i radicali e tutti gli abortisti democratici più puri e rigorosi, si appellano alla “Realpolitik” e quindi ricorrono alla prevaricazione “cinica” dei dati di fatto e del buon senso.
Se essi si sono posti sempre, anzitutto, e magari idealmente (com’è giusto), il problema di quali siano i “principi reali” da difendere, questa volta non l’hanno fatto.
Ora, come essi sanno bene, non c’è un solo caso in cui i “principi reali” coincidano con quelli che la maggioranza considera propri diritti. Nel contesto democratico, si lotta, certo, per la maggioranza, ossia per l’intero consorzio civile, ma si trova che la maggioranza , nella sua sanità, ha sempre torto: perché il suo conformismo è sempre, per propria natura, brutalmente repressivo.
Perché io considero non “reali” i principi su cui i radicali e in genere i progressisti (conformisticamente) fondano la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto?
Per una serie caotica, tumultuosa e emozionante di ragioni. Io so intanto, come ho detto, che la maggioranza è già tutta, potenzialmente, per la legalizzazione dell’aborto (anche se magari nel caso di un nuovo “referendum” molti voterebbero contro, e la “vittoria” radicale sarebbe molto meno clamorosa). L’aborto legalizzato è infatti – su questo non c’è dubbio – una enorme comodità per la maggioranza. Soprattutto perché renderebbe ancora più facile il coito – l’accoppiamento eterosessuale – a cui non ci sarebbero più praticamente ostacoli. Ma questa libertà del coito della “coppia” così com’è concepita dalla maggioranza – questa meravigliosa permissività nei suoi riguardi – da chi è stata tacitamente voluta, tacitamente promulgata e tacitamente fatta entrare, in modo ormai irreversibile, nelle abitudini? Dal potere dei consumi, dal nuovo fascismo. Esso si è impadronito dalle esigenze di libertà, diciamo così, liberali e progressiste e, facendole sue, le ha vanificate, ha cambiato la loro natura.
Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità della vita del consumatore. Insomma, la falsa liberazione del benessere, ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà. Infatti: primo: risultato di una libertà sessuale dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità ha creato l’ossessione; perché è una facilità e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza.
Protegge unicamente la coppia (non solo, naturalmente, matrimoniale): la coppia ha finito dunque col diventare una condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e felicità (com’era nelle speranze democratiche). Secondo: tutto ciò che sessualmente è “diverso” è invece ignorato e respinto. Con una violenza pari solo a quella dei lager (nessuno ricorda mai, naturalmente, che i sessualmente diversi son finiti là dentro). È vero; a parole il nuovo potere estende la sua falsa tolleranza anche alle minoranze. Non è magari da escludere che, prima o poi, alla televisione se ne parli pubblicamente. Del resto le “élites” sono molto più tolleranti verso le minoranze sessuali che un tempo, e certo sinceramente (anche perché ciò gratifica le loro coscienze). In compenso l’enorme maggioranza (la massa: cinquanta milioni di italiani) è divenuta di una intolleranza così rozza, violenta e infame, come non è certo mai successo nella storia italiana. Si è avuto in questi anni , antropologicamente, un enorme fenomeno di abiura: il popolo italiano, insieme alla povertà, non vuole neanche più ricordare la sua “reale” tolleranza: esso, cioè, non vuole più ricordare i due fenomeni che hanno meglio caratterizzato la sua storia. Quella storia che il nuovo potere vuole finita per sempre. È questa stessa massa (pronta al ricatto, al pestaggio, al linciaggio delle minoranze) che, per decisione del potere, sta ormai passando sopra la vecchia convenzione clerico-fascista ed è disposta ad accettare la legalizzazione dell’aborto e quindi l’abolizione di ogni ostacolo nel rapporto della coppia consacrata.
Ora, tutti, dai Radicali a Fanfani (che stavolta, precedendo abilmente Andreotti, sta gettando le basi di una sia pur prudentissima abiura teologica, in barba al Vaticano), tutti, dico, quando parlano dell’aborto, omettono di parlare di ciò che logicamente lo precede, cioè il coito.
Omissione estremamente significativa. Il coito – con tutta la permissività del mondo – continua a restare tabù, è chiaro. Ma per quanto riguarda i radicali la cosa non si spiega certamente col tabù: essa indica invece l’omissione di un sincero, rigoroso e completo esame politico. Infatti il coito è politico. Dunque non si può parlare politicamente in concreto dell’aborto, senza considerare come politico il coito. Non si possono vedere i segni di una condizione sociale e politica nell’aborto (o nella nascita di nuovi figli ) senza veder gli stessi segni anche nel suo immediato precedente, anzi, “nella sua causa”, cioè nel coito.
Ora il coito di oggi sta diventando, politicamente, molto diverso da quello di ieri. Il contesto politico di oggi è già quello della tolleranza (e quindi il coito è un obbligo sociale) mentre il contesto politico del matrimonio di ieri era la repressività (e quindi il coito, al di fuori del matrimonio, era scandalo). Ecco dunque un primo errore di “Realpolitik”, di compromesso col buon senso, che io ravviso nell’azione dei radicali e dei progressisti nella loro lotta per la legalizzazione dell’aborto. Essi isolano il problema dell’aborto, coi suoi specifici dati di fatto, e perciò ne danno un’ottica deformata: quella che fa loro comodo (in buonafede, su questo sarebbe folle discutere).(…)

Da Pier Paolo Pasolini Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti in “Scritti Corsari” Garzanti 1975 - Articolo apparso sul Corriere della sera del 19 gennaio 1975, con il titolo “Sono contro l’aborto”